#stoconchimunge grida la Coldiretti

#stoconchimunge grida la Coldiretti

Non bastava la crisi per gli allevatori che porta alla chiusura di una stalla su 5, a dare l’ultima spinta alla protesta è arrivata l’abolizione delle quote latte a partire dal prossimo primo aprile. Fattori, questi, che hanno portato oggi, 6 febbraio 2015, alla trasformazione di 11 piazze italiane (Piazza Castello a Torino, Piazza Affari a Milano, Piazza Matteotti ad Udine, Piazza San Marco a Venezia, Piazza XX Settembre a Bologna, Piazza della Repubblica a Firenze, Piazza del Campidoglio a Roma, Piazza Dante Alighieri a Napoli, Piazza del Ferrarese a Bari, Piazza dei Bruzi a Cosenza e Piazza Crispi a Catania) in stalle aperte a chiunque, dove tutti potranno essere allevatori per un giorno e cimentarsi nella mungitura.

 

Manifestazione, afferma la Coldiretti, per la difesa del Made In Italy, in occasione della quale presenterà un dossier dal titolo “L’attacco alle stalle italiane”. Quella di oggi è un’azione “di solidarietà, vicinanza e sostegno – spiega la Coldiretti – al lavoro che tutti i giorni svolgono gli allevatori italiani, per garantire latte fresco e grandi formaggi Made in Italy, ma anche la biodiversità ed il presidio del territorio nelle aree più difficili”.

 

Si arriva quindi alla protesta #stoconchimunge, hashtag ufficiale che impazza sui social, che vede la presenza di nomi importanti quali il sindaco Marino a Roma, l’On. Maroni a Milano, ma anche ragazzi delle scuole che imparano a cagliare il latte. Numerosi anche i ministri presenti alla protesta.

 

“Chi attacca il Made In Italy attacca l’Italia” urla a gran voce la Coldiretti di Arezzo, dal momento in cui la chiusura delle stalle nel 2015 rischia di far perdere all’Italia il primato nella produzione del formaggio dop, il tutto, paradossalmente, a ridosso dell’Expo 2015.

Difendere il latte madeinitaly significa difendere sistema che garantisce 180mila posti di lavoro” incalza la Coldiretti, dal momento in cui “per ogni milione di quintale di latte importato in più scompaiono 17mila mucche e 1200 occupati in agricoltura”. E Dall’inizio della crisi ad oggi le importazioni di prodotti lattiero-caseari dall’estero sono aumentate in valore del 23%.

 

Fondamentale, quindi, la protesta della Coldiretti, che ha fatto provare un giorno da allevatore a chiunque, ragazzi come politici, esponenti della cultura e dello spettacolo, ognuno pronto ad urlare #stoconchimunge.

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